Group: Founder Posts: 13296 Location: Dai pantaloni di Kamina e da quelli di Kanda.
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Mi prese per mano, e mi spinse delicatamente fuori dal 'nasconsiglio' a pericolo scampato. Vicino a me, sussurrò Mi dispiace. con una voce, che non riuscivo a definire, so solo che mi fece arrossire leggermente, quindi abbassai prontamente il capo per nascondere il colorito vivo sulle mie gote. Adesso che stavamo alla luce della luna, lui poteva vederlo tranquillamente. Alle volte perdo il controllo. ohssì, l'avevo notato, ma non era mica l'unico, non di certo, anche io non scherzavo sulla doppia personale, come una qualunque persona di gruppo sanguigno AB che si rispetti. Si allontanò, e allora lo seguii con lo sguardo senza esitare, notai anche io, come lui, lo splendido gioco di colore che si faceva largo per la grande sala. Riflessi colorati che giocavano per la sala, ringraziando la luce lunare che permetteva loro di nascere. Che bello spettaccolo, meraviglioso, non capii, come mai, il professore passando di lì, non si fosse soffermato ad ammirare quei bellissimi riflessi colorati. Guardai il ragazzo, che a sua volta guardava lo spettacolo di colori, guardandolo meglio, adesso, ricordai che ancora non sapevo il suo nome. così mi avvicinai a grandi passi. Gli posai una mano sulla spalla, e mi avvicinai al suo orecchio « Il tuo nome? » sussurrai, con curiosità, e forse anche assenza di argomenti.
Che sia assurdo o ridicolo, questo è il sentiero della battaglia che tutti i grandi uomini devono percorrere! Se c'è un muro sulla nostra strada, noi lo distruggeremo! Se non c'è un percorso per noi, lo creeremo con le nostre stesse mani! Il magma nei nostri cuori sta ardendo nelle fiamme!
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All'inizio la ragazza mi seguii con lo sguardo,guardando a sua volta meravigliatalo spettacolo che offriva la vetrata,poi piano piano si avvicinò a me, e posando una mano sulla mia spalla mi chiese il mio nome. « Shiina » risposi,poggiando una mano sul freddo vetro,senza voltarmi. Sospirai, e dopo qualche minuto mi voltai verso la ragazza con cui stavo parlando. « La storia di questo nome è alquanto buffa,quanto buffo è questo nome su di un maschio » dissi sorridendo,emettendo un suono tra una risata e un sospiro. Rimasi in silenzio,non sapendo se raccontare quella storia o no. Sicuramente sarebbe rotolata dalle risate. Avrebbe riso così tanto che le sarebbero venute le lacrime agli occhi. "Come si può scambiare un maschio per una femmina in effetti?" mi chiesi,pensando che i miei genitori fossero dei veri cretini. Oppure avevano bisogno di un paio di occhiali. Sta di fatto che ormai quello era il mio nome, e l'avrei portato per tutta la mia vita. Pure nella tomba. Evviva! Avevo una gran voglia di fare una bella risata sarcastica,ma umh,non volevo mettere al corrente una ragazza di tutti i miei bei pensieri sui miei genitori. Poi nnotai degli strani segnetti al di sotto dell'occhio sinistro della ragazza. « E questi? Effetto scenico? » chiesi sempre sorridendo,indicando sul mio volto il punto dove la ragazza aveva raffigurate tre specie di gocce allungate.
S H I I N A ,
Aristocratica e fine, Seduta sul suo trono, dell'autunno vestito. Il manto di tenebre adagiato sul suo corpo. E i suoi capelli color del sole le ornano il viso, cercando il loro cielo, Racchiuso nei suoi occhi di ghiaccio, Che fissano il vuoto. Racchiusa nella sua antica cornice, I suoi occhi guarderanno per sempre lo stesso vuoto, che una volta aveva circondato il suo cuore.
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Shiina, rimuginai sul suo nome, dopo averlo sentito. A me piaceva il suo nome, non mi sembrava buffo. Aveva quel non so chè di affascinante, o meglio, scivolava sulla lingua come un fiume in piena. Leggero, forse era un nome da donna. Ma gli stava così bene, in effetti, si, aveva la faccia da Shiina. Era un Shiina, così carino. Annuii, quasi tra me e me, persa nei miei pensieri. Mi riscossi solo quando ritrovai il suo dito puntato contro il mio viso, o meglio, contro 'l'effetto scenico' come diceva lui. « Sono un artista, e come ogni artista ho uno stile tutto mio. Questo effetto scenico, fa parte del mio stile. » dissi con aria estremamente fiera, forse fiera del fatto che ero particolare, e che il mio viso aveva attirato la sua attenzione. Il mio sguardo cadde sui suoi capelli « Anche tu, non sei poi così tanto normale. » aggiunsi poi, come per rinfacciargli la cosa. Chissà, forse anche lui era un artista, chissà, forse anche lui era legato indisolubilmente alla musica come la sottoscritta. In quel momento, sperai di essere l'unica, l'unica per apparire di più agli altri. Egocentrica come sono, come potevo non pensare una cosa del genere?
Che sia assurdo o ridicolo, questo è il sentiero della battaglia che tutti i grandi uomini devono percorrere! Se c'è un muro sulla nostra strada, noi lo distruggeremo! Se non c'è un percorso per noi, lo creeremo con le nostre stesse mani! Il magma nei nostri cuori sta ardendo nelle fiamme!
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Sono un'artista, e come ogni artista ho uno stile tutto mio. Questo effetto scenico fa parte del mio stile. disse Mio mostrando fierezza. Quella ragazza era molto sicura di sè. Molto fiera del suo essere. Oh, eccome se lo era! Anche tu, non sei poi così tanto normale. continuò,fissando i miei capelli argentati. « La normalità non è di questo mondo » replicai,a braccia conserte. « E comunque non ci posso afre niente se sono nato così... » dissi,inarcando il sopracciglio destro. « ...spero non stessi pensando che io me li tinga,i capelli » dissi,con un'espressione torva. Ah,queste ragazzine,pensano di tutto. E fanno di tutto. Scossi la testa,mentre la luna faceva risplendere ancora di più l'argento dei miei capelli, con i suoi raggi invisibili. Staccai la mano dal vetro, e mi sedetti su di un divanetto. Nel corpo avevo una bruttissima sensazione. Fredda. Come se l'interno del mio corpo fosse coperto di ghiaccio. Un agghiacciante brivido di freddo mi attraversò la schiena. "ovrei uscire meno spesso di notte" pensai, "Mi sto prendendo qualcosa". Quest'idea mi terrorizzava. Se mi prendevo un malanno,sarei dovuto stare dentro la camera. Chiuso. Come un animale in gabbia. O,idea ancora peggiore,sarei finito in infermeria. In uo di quei terribili lettini bianchi. Chiuso tra mura bianche. La mia mente piano piano cominciava a riempirsi d'orrore,tanto che dovetti scuotere di nuovo la testa per togliermi quei pensieri. "Non andrò da nessuna parte,non resterò chiuso in nessuna stanza angusta" mi dissi,concentrandomi sulla respirazione, cercando di ascoltare i lenti ma decisi battiti del mio cuore.
S H I I N A ,
Aristocratica e fine, Seduta sul suo trono, dell'autunno vestito. Il manto di tenebre adagiato sul suo corpo. E i suoi capelli color del sole le ornano il viso, cercando il loro cielo, Racchiuso nei suoi occhi di ghiaccio, Che fissano il vuoto. Racchiusa nella sua antica cornice, I suoi occhi guarderanno per sempre lo stesso vuoto, che una volta aveva circondato il suo cuore.